Recupero crediti · fattura non pagata

Sei in attesa di un pagamento che non arriva?

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La messa in mora e' la lettera con cui chiedi formalmente al debitore di pagare entro un termine preciso. Non serve un avvocato per scriverla: puoi comporla qui gratis. Serve a far decorrere gli interessi, a interrompere la prescrizione e a costruire la prova scritta se poi dovrai andare davanti a un giudice.

Cosa succede dopo la messa in mora

Da quel momento il debitore e' formalmente in ritardo. Gli interessi moratori decorrono, la prescrizione si interrompe e ricomincia a decorrere da capo, e tu hai una prova scritta della richiesta.

Molte situazioni si chiudono qui: chi rimanda per abitudine spesso paga quando capisce che la cosa e' diventata seria. Chi non paga perche' non puo', invece, non paghera' nemmeno adesso, e a quel punto la domanda diventa un'altra: conviene procedere?

  • Il debitore paga. La pratica si chiude.
  • Il debitore risponde e contesta. Nasce una trattativa, e a quel punto avere un avvocato al tavolo cambia il tono.
  • Il debitore non risponde. Si valuta il decreto ingiuntivo.

Quando conviene il decreto ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo e' un provvedimento del giudice che ordina al debitore di pagare. Si ottiene senza che l'altra parte venga sentita, purche' il credito sia certo, liquido ed esigibile e ci sia una prova scritta: la fattura, con le scritture contabili, di solito basta.

I tempi variano molto da tribunale a tribunale: qualche settimana nei casi piu' veloci, alcuni mesi altrove. Il debitore ha quaranta giorni per opporsi. Se non lo fa, il decreto diventa definitivo.

Sui costi conta il valore del credito: contributo unificato, marca da bollo, compenso dell'avvocato. Sotto una certa cifra il conto rischia di non tornare, e conviene saperlo prima. Su Legaless il preventivo lo ricevi dall'avvocato prima di impegnarti.

Gli errori che fanno perdere il credito

  • Aspettare troppo. Il credito per una prestazione professionale o commerciale si prescrive: in molti casi in dieci anni, in altri in tre o cinque. Ogni messa in mora scritta azzera il conteggio e lo fa ripartire.
  • Non avere niente di scritto. Un accordo verbale esiste, ma dimostrarlo e' un'altra cosa. Preventivo accettato via email, ordine firmato, scambio di messaggi: tutto quello che documenta l'accordo va conservato.
  • Ignorare una contestazione. Se il debitore contesta la qualita' del lavoro e tu non rispondi, quel silenzio poi va spiegato. Rispondere per iscritto, anche solo per dire che non si concorda, costa cinque minuti.
  • Mandare la lettera all'indirizzo sbagliato. Per un'azienda vale la sede legale risultante dal registro imprese, non l'ufficio dove lavorano davvero.
  • Accettare pagamenti parziali senza dirlo. Incassare un acconto senza precisare per iscritto che il resto resta dovuto puo' complicare le cose.

Come si compone una messa in mora

  1. Raccogli i dati della fattura

    Numero, data, importo, termine di pagamento previsto. Se hai un preventivo accettato o un ordine, tienilo a portata di mano.

  2. Identifica esattamente il debitore

    Ragione sociale completa, sede legale, partita IVA. Per le aziende la PEC si trova gratis su inipec.gov.it cercando la partita IVA.

  3. Indica il termine per pagare

    Quindici giorni e' il termine consueto. Deve essere chiaro e avere una data di scadenza calcolabile.

  4. Richiama le conseguenze del ritardo

    Gli interessi moratori previsti dal D.Lgs. 231/2002 per i rapporti fra imprese, e la riserva di agire per il recupero del credito.

  5. Invia in modo tracciabile

    PEC se il destinatario ne ha una, raccomandata con avviso di ricevimento altrimenti. Un'email normale non prova la ricezione.

  6. Conserva tutto

    Ricevuta di consegna della PEC o cartolina di ritorno. Se si arriva davanti a un giudice, e' quello che dimostra che la richiesta e' arrivata.

Domande frequenti

Posso mandare io la messa in mora, senza avvocato?

Si'. Non esiste alcun obbligo di rivolgersi a un avvocato per una messa in mora. Il documento che componi qui e' completo e utilizzabile cosi' com'e'.

Che differenza fa se la manda un avvocato?

Cambia il destinatario che la legge. Una lettera su carta intestata di uno studio legale, firmata e inviata via PEC, comunica che la questione e' passata a un professionista. Molti debitori a quel punto rispondono. Nessuno pero' puo' garantirti che paghera': dipende dal debitore, non dalla lettera.

Quanto costa far firmare e inviare la lettera da un avvocato?

79 €. Comprende la revisione del testo, la firma dell'avvocato e l'invio via PEC dalla sua casella. L'avvocato lo scegli tu fra quelli iscritti su Legaless.

Come funziona la fattura?

Ricevi due documenti: l'avvocato ti fattura il proprio onorario, Legaless ti fattura la commissione di servizio. E' la stessa impostazione che vale per tutte le pratiche sulla piattaforma.

Devo registrarmi per scaricare il documento?

No. Componi il documento e lo scarichi: nessun account, nessuna email obbligatoria. L'account serve solo se decidi di affidare l'invio a un avvocato, perche' e' da li' che segui la pratica.

Entro quanto tempo devo agire?

Prima e' meglio: piu' passa il tempo, piu' e' difficile recuperare. Sul piano giuridico conta la prescrizione, che per molti crediti e' di dieci anni ma per alcuni e' molto piu' breve. Nello strumento vedi il tempo residuo calcolato sulla prescrizione ordinaria decennale a partire dalla scadenza che hai indicato.

Come faccio a trovare la PEC di un'azienda?

Su inipec.gov.it, gratis, cercando per partita IVA o denominazione. E' il registro pubblico degli indirizzi PEC di imprese e professionisti.

Quanti interessi posso chiedere?

Nei rapporti fra imprese e fra imprese e pubbliche amministrazioni si applica il D.Lgs. 231/2002: il tasso di riferimento della BCE maggiorato di otto punti percentuali. Nello strumento trovi il calcolo sui giorni di ritardo effettivi.

Il debitore non risponde. E adesso?

Si valuta il decreto ingiuntivo. Serve una prova scritta del credito, che per una fattura di solito c'e'. Un avvocato ti dice se il caso regge e quanto costa, prima che tu decida.

Il debitore contesta il lavoro. Posso lo stesso mandare la messa in mora?

Si'. Anzi, e' opportuno mettere per iscritto la tua posizione, soprattutto se la contestazione e' arrivata via telefono o a voce. Se la contestazione e' documentata e articolata, pero', conviene farsi leggere le carte da un avvocato prima di procedere.

Vale anche per un affitto non pagato o per un privato?

La struttura della lettera e' la stessa. Cambiano gli interessi applicabili: il D.Lgs. 231/2002 vale nei rapporti fra imprese, mentre nei rapporti con un privato si applicano gli interessi legali, che sono piu' bassi. Se il tuo caso e' questo, segnalalo nelle note quando affidi la pratica.

Cosa succede ai dati che inserisco?

Finche' scarichi soltanto il documento, i dati restano sul tuo dispositivo per la durata della sessione e vengono registrati solo per capire come funziona lo strumento, con l'IP reso anonimo. Se affidi la pratica a un avvocato, i dati diventano parte della pratica. I dati del debitore vengono conservati per il tempo necessario e poi cancellati.

Posso scegliere io l'avvocato?

Si', ed e' il modo in cui e' pensato lo strumento. Vedi i profili, il foro di appartenenza e le materie trattate, e scegli. Se preferisci, puoi anche lasciare la scelta a noi.

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